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Brina sulla roccia

La truppa nemica avanza senza tregua:
non un battito di ciglia.
Dalle retrovie una granata, sangue dovunque:
non uno sguardo al compagno di gioco.
Un sibilo di mortaio, secco e mostruoso:
il cuore va avanti imperterrito.

Non è il proiettile, cui persino l'aria
per non esser trafitta, cede il posto,
A spaventare il rude soldato:
Come una roccia,
insensibile alla bufera di neve,
alla bora, alla grandine.

Ma un caldo vento d'aprile
Fa scender leggere goccioline
Dall'imperturbabile roccia.
Il calore di una mano amica
Lente e dolci lacrime
Su quelle scarne guance.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 07/06/2011 10:54
    Poesia di poeta impavido e sensibile

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