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Perchè non conosco

lontano e poi vicino
basta una mano poggiata su di un albero
come per incanto nasce una nuova foglia
un boccone più gustoso
regala sazietà
una frase sbiascicata e abbandonata
accende mille e più stanze buie
una lunga striscia dipinta
delimita lo spazio percorribile
anche se ai suoi lati scorrono fiumi azzurri ed impetuosi
le voci festanti che salgono dai villaggi
profumano di voglia di stare insieme
di condivisione e racconti lenti
mi accorgo di tutti
ascolto per un istante le voci
che accompagnano
un giorno qualsiasi
le mille e forse tante contraddizioni del vivere.

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 12/05/2011 15:27
    È sempre un immenso piacere sfogliare le tue mille impressioni, delicate e sinuose pennellate tra le infinite contraddizioni della vita.
    Un abbraccio e a presto incontrarci
    nel
  • Don Pompeo Mongiello il 08/05/2011 20:46
    Una poesia molto apprezzata e stimata, quindi un plauso per questa tua veramente tanto bella!
  • Anonimo il 08/05/2011 10:16
    Molto profonda ed introspettiva. Ci hai messo l'anima!
  • Ada Piras il 07/05/2011 21:38
    Ascoltare, accorgersi degli altri, che bella
  • Anonimo il 07/05/2011 18:58
    Bello rileggerti, sempre tenace!
    Lylly
  • Vincenzo Capitanucci il 07/05/2011 17:31
    Bellissima Giuliano.. un orecchio aperto sul mondo...

    basta una mano poggiata su di un albero
    come per incanto nasce una nuova foglia
    un boccone più gustoso
    regala sazietà... e si accendono in noi le Sacre Stanze.. in strane meravigliose.. danze
  • loretta margherita citarei il 07/05/2011 17:20
    ottima

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