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A Emilio, amico e psicologo

Ricoprire di sguardi
percorsi della mia anima ferita
che tu hai scoperto
Istanti immobili
incuranti dei rumori della città.
Ho chiuso gli occhi
al rigore dell’inverno
Passi i miei incerti
sul dirupo dei ricordi
Matassa aggrovigliata
che hai riavvolto fra le tue mani
E mi hai restituito
Cuore impulso
soffio sorrisi
Chissà se esiste ancora
una tua memoria di quei giorni
Appuntamento il nostro
dove tu nutrivi un fiore
che non sapeva sbocciare

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 02/03/2014 01:08
    Molto apprezzata questa tua... complimenti.

6 commenti:

  • sara rota il 04/05/2007 23:44
    Piacevole a leggersi, carina nel complesso...
  • Nunzia D'Andrea il 04/05/2007 11:53
    grazie a tutti, è bello condividere le proprie emozioni con gli altri
  • Ezio Grieco il 04/05/2007 00:34
    Ti commento volentieri anche questa.
    Piccole imperfezioni, trascurabili, e che scompariranno nello scrivere.
    Sei sulla buona strada, brava!
    Clezio
  • luigi deluca il 03/05/2007 21:10
    Molto coinvolgente, io avrei messo qualche virgola in più per dare più tempo alla lettura: " Passi, i miei, incerti sul dirupo, dei ricordi." Eh? Come ti sembra così?
    gigi

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