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Paesaggio

Il grattacielo di mille metri
punge lontano
il fronte di una cattedrale
con la sua ombra ad ago.
La piscina all'ultimo piano
non ha gli ombrelloni
ad ombreggiare.
In migliaia con i piedi in acqua
solo una mezzora sindacale,
ammorbidendo i calli,
han gli occhi in su a contemplare i malli.
Il clima è come in alta collina:
nei grossi vasi gli alberi di noce
di molli ombre accarezzano
una lontana croce.

 

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0 recensioni:

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20 commenti:

  • Anonimo il 23/06/2011 01:40
    Non ci avevo pensato, ma è vero che questa poesia fa venire in mente Frida e quindi, ciò che l'acqua mi diede. D'altronde Nicola è un maestro del immagine poetico. La sua poesia assomiglia ad un quadro che ti lascia vedere la verità anche quando ti manca la chiave della lettura.
  • Nicola Saracino il 03/06/2011 14:56
    ... e allora sarà merito dei peperoncini... questa potente fantasia... in un ragazzo di città!
    Un abbraccio a te, Nicola
  • Giuseppe ABBAMONTE il 03/06/2011 14:37
    Nicola
    avevo evitato di rispondere al tuo commento in quanto SC mi sembrava avesse corretamente interpretato il mio pensiero.
    Il mallo avvolge le noci, se per noci intendiamo la parte interna del frutto, se vuoi il nocciolo. In questo caso avresti ragione. Ma la noce, attaccata all'albero (e mi piaceva pensare ad un albero di noci alto come un grattacielo di mille piani) è un unicum, comprensivo di mallo. Che quindi da essa si estrae, come la noce stessa (per come la intendi tu) e come il gheriglio.
    Volevo evitare questa spiegazione in quanto sono ancora profondamente offeso dal fatto che, malgrado la mia profonda ed innegabile conoscenza della botanica delle noci, continui a giudicarmi irrimebdiabilmente un ragazzo di città.
    E sì che mangio regolarmente peperoncini tutti interi!!!
    Un abbraccio e buona domenica
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 03/06/2011 10:57
    Trovo particolarmente calzante il tuo commento, Vincenzo, perché silenzio, solitudine nella calca e tensione verso il ritorno ad un silenzio senza solitudine, sono elementi presenti in questo paesaggio.
    Amo l'arte di Frida Kahlo, andrò a ritrovare il dipinto di cui parli.
    Quanto alla precisazione di Solo, credo che "estrarre" si debba usare per gli oggetti fisici, anche non necessariamente dall'interno di un contenitore (si estrae il rame dalla bauxite), mentre per gli oggetti concettuali si usa "astrarre". Ma che dalla noce si "estragga" il mallo, in effetti, ho qualche dubbio. Il verbo che mi verrebbe di utilizzare è "asporta". Ad ogni modo è l'origine latina dell'uso delle preposizioni "ex" e "ab" a guidare l'uso dei corrispondenti prefissi italiani...
    Saluti, Nicola
  • Anonimo il 17/05/2011 17:21
  • vincent corbo il 13/05/2011 16:38
    Quando ho letto la poesia mi è tornata in mente l'immagine del dipinto di Frida Kahlo "Ciò che l'acqua mi diede"; nella tua composizione si respira un'aria di solitudine ma anche la voglia di un ritorno verso una sacralità assoluta, non contaminata dalle parole. Naturalmente l'immagine del dipinto non c'entra nulla con la poesia tranne che per il grattacielo e per i piedi in acqua.
  • Solo Commenti il 12/05/2011 08:26
    Ex-traho. Potrebbe valere per il mallo, oltre che per il gheriglio. Infatti estrarre non significa necessariamente "tirare fuori dall'interno di un unicum", ma "tirare fuori da" un unicum. Questo vale etimologicamente, anche se nell'uso italiano corrente è del tutto inusuale "estrarre un rivestimento esterno"; si dice infatti "estrarre da" un rivestimento esterno, come "estrarre il coltello dal fodero".
  • Nicola Saracino il 12/05/2011 08:18
    Per Giuseppe: neanche la conoscenza del mallo (okkio: si "estrae" dalla noce il gheriglio, non il mallo) ti salverebbe dallo stato iniziale di "ragazzo di città"... )
    N
  • Nicola Saracino il 12/05/2011 08:13
    Sì Giacomo, la "lontana croce" è il richiamo al vero e al bello, perché c'è una cattedrale che il grattacielo tocca solo con la sua ombra e perché... le "molli" ombre sono di ben più nobile origine di questa mia: "... le ceneri di molli ombre consoli." Ho ripetuto l'aggettivo del Foscolo proprio per richiamare la morte. Devo dire che la profondità del commento mi ha piacevolmente stupito, perché mostra una rara acutezza e sensibilità. Nicola
  • - Giama - il 11/05/2011 23:46
    Questo paesaggio non è altro che la vita attuale che definirei virtuale; e come tutti gli ambienti virtuali stimola i sensi per simulare il reale.
    Lo fa sfruttando soprattutto la vista, trascurando (volutamente) altri sensi necessari a rendere indistinguibile lo spazio reale da quello virtuale.
    Mancano infatti i suoni, gli odori, quelli che si possono sentire realmente e che attraverso la percezione rendono vero lo spazio.
    Nono solo, Nicola ci fa scorgere la vita non direttamente, ma attraverso l'ombra del grattacielo, simbolo dell'evoluzione o forse della trasformazione, quella dell'essere.
    Di fatto sembra assente ogni forma di "vita" e si riescono a scorgere soltanto "vaghe materie umane" più o meno inanimate.
    Tutto sembra come prima, tutto sembra vero e reale (il clima della collina), ma è soltanto un'illusione: alla fine sono soltanto ombre indefinite che mostrano il vero (come all'inizio della poesia): una lontana croce... la morte!?

    la poesia offre molteplici spunti, molti di più di quelli scritti nel commento.
    Mi chiedo Nicola se per caso hai visto lo Sky park a Singapore...

    un saluto
    Giacomo
  • Giuseppe ABBAMONTE il 11/05/2011 20:23
    Nicola
    dalla tua risposta sorge spontanea una domanda: in un'ipotetica scala che va dal Ruspante allo Sterpo secco, passando per Ragazzo di campagna, Ragazzo di città ed Inurbato, noi conoscitori dei malli in quale posizione ci collocheresti?
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 11/05/2011 18:07
    Caro Giuseppe hai ragione, gli accostamenti sono tutti e volutamente inusuali. Il mallo è ben noto ai ragazzi di campagna e meno a quelli di città. Mi piace la lettura di Vincenzo: guscio esterno della vita.
    Per Giulio. Di solito i miei metri sono piuttosto liberi e rudimentali, ma mi sono accorto di una quasi-costante: spesso termino con una coppia di versi con lo stesso numero dispari di sillabe (qui sono due settenari).
    Saluto tutti voi amici che avete commentato.
    Nicola
  • Giuseppe ABBAMONTE il 11/05/2011 17:44
    Nicola
    in questa la cosa che mi ha colpito più di tutte, anche se forse ti sembrerà strano, é il coraggio espositivo.
    Insomma. inserire in un contesto poetico l'ammorbidimento dei calli in un'ipotetica piscina durante la mezz'ora di intervallo sindacale, ed affiancare (o forse è meglio dire contrapporre) un simile gesto all'immagine, ben più alta, delle ombre che accarezzano una croce, beh io la considero una prova di coraggio, oltre che di originalità.
    L'effetto è dirompente. Come il rumore di una noce che cade da un grattacielo di 1000 piani e, una volta spiaccicata per terra, lascia che da essa se ne possa estrarre il mallo. Da contemplare.
    Metrica e rima si combinano a conferire quel piacevole ed inconfondibile effetto musicale tipico delle tue composizioni.
    Un abbraccio
    Giuseppe
  • loretta margherita citarei il 10/05/2011 22:18
    originalissima e poesia tosta, complimenti, notevole
  • Anonimo il 10/05/2011 21:00
    bella questa tua colma di immagini.. tanti i significati simbolici
    dal grattacielo alla cattedrale.. i malli, molli ombre ad accarezzare una croce
    e dopo lunghe interminabili discussioni 30 minuti di riposo.. e lo sguardo che si concede al sogno.. e tutto quello che non dici Nicola che vado cercando, dove tu fai poesia
  • Anonimo il 10/05/2011 19:57
    Grande esposizione di versi mirabili, bravo
  • Anonimo il 10/05/2011 19:09
    Una goduria per me che cerco, nei meandri di questo sito, la "poesia"... ecco...
  • Anonimo il 10/05/2011 18:59
    Una goduria per me cerco, nei mendri di questo sito, la "poesia". Molto bella

    Ciao.
  • Vincenzo Capitanucci il 10/05/2011 18:42
    han gli occhi in su a contemplare il guscio esterno della vita... giusto per ammorbidirsi il dolore dei calli.. in quella mezz'ora sindacale... di libertà provissoria...

    Pungente come non mai Nicola... punge lontano... fra una grattatina di cielo.. in tartina ed una cattedrale... dalla lontana croce..
  • giulio costantini il 10/05/2011 18:31
    mi sfugge il senso del metro però la descrizione del paesaggio è suggestiva... bella la simbolica croce rimata (ma non in metro) nella chiusa...

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