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Rape my alma

M'autunno nella fissità
di cinetiche angustianti

Concrezioni di vacui enfisemi
svertebrano l'aria che bela
onomatopee di silenzio

Esalazioni d'averno
sbuffan fredde nel verno

Il tuo stupro fiamma
chiede il mio ceppo consunto
Il tuo ardente lavacro
le mie ceneri incombuste

Infibula i corticali cancri
che rugginiscono l'animo
di spessa malinconia

Brucia e dissala
il daltonismo dell'iride

Scarifica il fondo
del mio porto sepolto

Escoria di carezze
questa pelle insipida.

 

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2 commenti:

  • Verdiana Maggiorelli il 28/05/2011 14:36
    Riempie la bocca di rabbia impotente,
    s'esibisce in termini adusi fuori dai denti
    s'arrende in carezze escorianti che quasi commuovono...
    Un escursus che non lascia indifferenti, Free!
    (Immagino che "Scarifica" sia un refuso)
  • loretta margherita citarei il 12/05/2011 22:08
    ottima

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