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Luci spente

luci spente e finalmente potrò giocare con le bambole,
potrò urlare dal balcone
camminare scalza
vestirmi di me stessa
dei miei stracci
allontanare indifferenze, stanare cuori marci
luci spente, è così che muore la ribalta.
Il retroscena prende vita
nessuna convenzione.
Parole incontenibili
mi bussano da dentro
chiedono di uscire, vogliono il permesso
Adesso sono IO. Senza preclusioni
Gioia
luce oscura
paura
perversioni
sono quello che nessuno vuole
quello che difficilmente si riesce a spiegare
non sono più etichetta non sono più formale.
Ma quanto tempo per affinare minuziose cortesie in cravatta?
quanti giorni passati a recitare
maschera su maschera
non trovo la mia faccia
Ho perso identità
devo fermarmi,
riflettere, pensare
dove sarà mai?
nell'armadio, nel cassetto?
L'ho trovata... l'ho trovata, era a casa
Nella scatola delle bambole
Tra ciucci, amore e coccole.

 

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0 recensioni:

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14 commenti:

  • Aedo il 17/05/2011 00:01
    Poesia molto diretta, immediata: bisognerebbe liberarsi dalle inutile convenzioni e mascherate, per essere veramente se stessi. Brava!
    Ignazio
  • laura marchetti il 16/05/2011 22:16
    PER CASO HAI TROVATO ANCHE LA MIA?... CIAO... SEI BRAVA
  • Attanasio D'Agostino il 16/05/2011 21:57
    essere se stessi sempre, senza maschere
    "quanti giorni passati a recitare
    maschera su maschera
    non trovo la mia faccia
    Ho perso identità
    devo fermarmi,"
    è bellissima un caro saluto Tanà
  • Anonimo il 16/05/2011 21:52
    Il tuo scrivere è profondo ed elegante. Il tuo sentire è meraviglioso, bravissima
  • Ada Piras il 16/05/2011 21:03
    Essere se stesse bene o male che si è , brava
  • Bruno Briasco il 16/05/2011 19:54
    piaciutissima davvero!!!!!!!!!!! La chiusa rivela te stessa, ti sei ritrovata in bambole di pezza, in cose semplici che mai hai dimenticato. Via le maschere protettive... soli con noi stessi... così, come siamo realmente!
  • loretta margherita citarei il 16/05/2011 18:31
    veramente bella, complimenti
  • Anonimo il 16/05/2011 17:56
    La voglia di uscire dai riflettori per celebrare la fanciullezza che vive ancora in noi... Pronunciare le parole che veramente abbiamo dentro... Vivere le nostre Ore con il vestito che desideriamo, liberandoci dal peso di maschere che ci castrano... Ritornare a giocare... Bellissima
  • teresa... il 16/05/2011 17:14
    ciao giacomo grazie infinitamente un abbraccio
  • Giacomo Scimonelli il 16/05/2011 17:06
    ''... quanti giorni passati a recitare
    maschera su maschera
    non trovo la mia faccia
    Ho perso identità
    devo fermarmi,
    riflettere, pensare...''

    bella... ma i versi che ho citato sopra sono bellissimi
  • Anonimo il 16/05/2011 16:16
    Ok.
  • Anonimo il 16/05/2011 16:13
    Bella... una poesia di pancia, come la chiamo io... ne ho scritta anch'io una così, una specie di sfogo, un aprire una saracinesca che obbligava certi pensieri a star dentro... piaciuta.
    P. S. se vuoi verificare... http://www. poesieracconti. it/poesie/opera-46687
    faber est suae quisque fortunae.
  • Sergio Fravolini il 16/05/2011 15:36
    Le mille luci spente... quale realtà?

    Sergio
  • Francesco Giofrè il 16/05/2011 15:31
    Luci spente nella stanza... qui in questo tuo spazio vuoi essere tu con tutto quello che riesci a vomitare fuori senza nessun filtro senza alcuna barriera...

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