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il lume e la candela

Venne il giorno e si alzò il sole.
E sul davanzale fu posta la candela.
Chi colò la cera
e chi l’accese;
chi la mise fuori e,
senza pretese,
le augurò di arder fiera,
senza tentennamenti,
senza tremolìo,
come fosse lume.
Lume per le menti.
Ora che cammino per questa via sì retta;
ora che mi guardo intorno sbirciando le altrui vite;
ora che ravviso il loro spegnersi senza fretta;
ora che accolgo i lamenti di quelle già partite,
torno ad affacciarmi alla finestra dell’esistenza mia
e sul davanzale ancora c’è, che si consuma
E decido che non aspetto il trascorrer,
rantolando, degli ultimi secondi di sua vita.
Decido che si levi
una folata d’allegria che mi giri intorno, soffi,
mi spenga
e mi porti via.

 

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5 commenti:

  • sara rota il 20/05/2007 09:56
    Bello il paragone che fai usando la candela e lo scorrere del tempo... dolce il finale...
  • antonio sammaritano il 07/05/2007 15:53
    A parte la piacevolezza del componimento
    mi fa piacere il fatto che trapeli la <controversa> filosofia della vita prettamente siciliana.
  • antonio sammaritano il 07/05/2007 15:51
    A parte la piacevolezza del componimento
    mi fa piacere il fatto che trapeli la <controversa> filosofia della vita prettamente siciliana.
  • Nunzia D'Andrea il 07/05/2007 12:12
    si in effetti riporta alle opere dei nostri maestri... non è il mio genere ma bravo!
  • Anonimo il 07/05/2007 11:31
    mi piace molto, anche il modo in cui è scritta, ho pensato subito a Dante. mi piace tanto molto bravo.

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