accedi   |   crea nuovo account

Cartesio

Cartesio fù un filosofo importante
e er più seguito e grande der Seicento
le sue dottrine infatti ereno tante
originali e de rinnovamento

Ma er "Cogito Ergo Sum" de tutte quante
fù quella che lassò de sto portento
che der penziero umano è un ber gigante
er detto che ne fa un gran monumento

st'aforisma difatti è decisivo:
che si chi penza è vivo perchè esiste
allora chi nun penza nun è vivo

pertanto cor cretino er fatto triste
è sapè che un concetto un po' incisivo
lo po' puro ammazzà si stai ad insiste

 

3
5 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 13/03/2014 12:18
    Un bel sonetto satirico ben costruito metricamente e non banale. E sono due condimenti essenziali non solo per costruire il sonetto ma anche per confezionare una poesia. Di una lirica bisogna guardare innanzitutto la perfezione metrica e poi tutto il resto. Se una lirica è banale, diventa banale anche il suo impianto. Ma qui non stiamo parlando di questo.
    Avevo un amico sulla montagna pistoiese che si chiamava esattamente come te. Ma non era romano!
  • Andrea il 20/11/2012 08:46
    Bellissima la chiusa giulio... un esempio concreto che va a chiudere con ironia un argomento serio come il cogito cartesiano... il romanesco poi ha aiutato molto nella resa spensierata del componimento!!! bravo giulio

5 commenti:

  • roberto caterina il 11/08/2011 16:06
    Molto interessante e bello... sor Cartesio..
  • Nicola Saracino il 18/07/2011 15:26
    Come ormai comune nell'espressione di Giulio, si parte dall'astratto e si finisce nel concreto più concreto. Per questo, Giulio si accompagna bene ai suoi celebri maestri poeti in romanesco, esprimendosi in modo altrettanto saporito ma con salsette a volte più elaborate, piene di retrogusti. Trilussa espande nell'universo l'hostaria romana, Giulio prende il pensiero universale e lo dispensa sulle ali del profumo di un buona coda alla vaccinara. Che giù comunque deve andare, in un concreto regno di succhi gastrici. N
  • Stefano Cincinelli il 06/06/2011 21:00
    Codesta è la poetica che più mi piace leggere. Mi fa tanto ridere credo che la dovrò imparare a memoria per recitamela al lavoro, Bravo!
  • Anonimo il 31/05/2011 17:16
    Questo dimostra che esser filosofi non e che si faccia sempre delle belle figure. Il pensiero è comunque parte della mente anche se si crede di non pensare. Forse Cartesio aveva le idee un pochino meno chiare. La tua poesia è meravigliosa ed il becchino lo lasciamo per qualcun altro
  • Ada Piras il 31/05/2011 15:52
    Sei bravo e molto forte

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0