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Notte

Tacita e nera,
la notte, la sera,
di luci al neon, la strada
si colora, luci fredde
di questo freddo inverno,
pittura compromessa
dall'alba del giorno.
Ma quando si stendon
le membra ormai stanche,
il freddo:il buio:
cullano;
tra le braccia rigide, dormi,
ti svegli:silenzio.
L'occhio cede,
il mondo incede,
il buio si colora,
di luci già spente,
tremende, giocose.
Tempesta di suoni,
di volti toccati, disegnati,
rinnegati,
consiglio ti porta,
tra gli oscuri significati
di quella stanza, da quella porta
ove una volta
riposi tanti tristi,
mesti, infantili
ricordi, gemiti, pianti.
L'odore, inconfondibile,
di purezza e lealtà:
lenzuola lavate;
affiora un senso di colpa,
un pensiero,
di non esser degno,
di tanto candore.
Crescono le piccole ore,
si fanno strada speranze,
gioie, paure.
ti svegli, risa, sospiri;
il mondo cede,
l'occhio incede;
ovvio ancora il vissuto
nei mondi onirici,
ma con un lampo,
respiri:
scompare.
Nel Mondo già regna Re Sole,
e del neon,
un vago sentore,
nemmeno l'odore.

 

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