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L'essenziale ed il superfluo

Due formiche d'estate lavoravano né li campi
s'affannavano a correre cò le zampe e cò li fianchi
l'una coglieva foglie soffici e disseccate
l'altra spighe di grano sul campo abbandonate.

Quella che cercava grano disse alla compagna : "
Sei scema a serbà foglie d'inverno che se magna?"
rispose la sua amica che voleva la sua tana
morbida e vellutata come una ottomana.

Venne l'inverno e piovve con grande carestia
quella cor grano rise e magno con allegria.
Quella che aveva colto la foglia ammorbidita
patì la fame e ci lasciò la vita!

Così succede all'uomo che accumula tesori
sperando che gli servano a scansasse dai dolori
vive la sua vita in modo impenitente
credendo d'avè tutto e invece non ha niente!

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 12/04/2012 11:53
    splendida poesia complimenti vittorio

2 commenti:

  • aleks nightmare il 11/09/2009 20:24
    Bella!!
  • sabrina balbinetti il 29/07/2008 21:46
    molto stile trilussa fa riflettere sull'inutilità dei beni terreni... piaciuta molto

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