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In risposta a Cartesio di Giulio Costantini

Infine mi provai a cogitare
per non fare la fine del demente
che stando allegro non pensando a niente
all'altro mondo si trovò a passare.

E, chiuso nei pensieri, attraversare
volli una strada quando un gran crepente
mi colse al fianco e repentinamente
con il demente mi trovai a stare.

Egli mi disse: "perchè sei si triste?
Cos'è che arrovellandoti il cervello
ti fa nel viso assai turbato e ombroso?"

Acciò risposi: "se chi pensa esiste
voglia di viver che mi fe' pensoso
mi tragge infine al tuo stesso livello".

 

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6 commenti:

  • Giuseppe Vita il 22/11/2014 11:47
    Ah, finalmente un sonetto come si deve! Endecasillabi perfetti ed anche schema rimico. Anche il contenuto e soddisfacente. Complimenti!
  • Stefano Cincinelli il 07/06/2011 19:23
    Non lo so ho pensato che DANTE avrebbe scritto così.
  • giulio costantini il 07/06/2011 19:03
    Grande Stè. il tuo sonetto è sicuramente mg del mio... sto ancora a ride...... domanda: perchè nel primo verso dell'ultima terzina hai scelto "acciò" invece che "ed io"? un abbraccio ciao
  • Stefano Cincinelli il 07/06/2011 17:24
    Ma insomma faccia come vuole.
  • Stefano Cincinelli il 07/06/2011 17:23
    Non so come mai quel "f è" me lo ha preso cosi in realtà serebbe: fe' ma il sito non lo modifica. Booh.
  • loretta margherita citarei il 07/06/2011 16:58
    ottima la composizione

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