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Città

Alzo lo sguardo nella fessura
che intaglia
uno spazio nel cielo
tra la massa
cementifera
che da ambo le parti
si trascina
in forme regolari di palazzi
abitati
da una fioca luce.
E lì
vi trovo uno spazio
cupo e luminescente
che tra la pesantezza
dell'afa e dello smog
non lascia posto alle stelle
rendendo il cielo di uno sporco giallastro
che mi fa star male.

 

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6 commenti:

  • Germano Venturi il 04/07/2011 21:51
    è già, Palermo non si può proprio definire una città a misura d'uomo.
  • ELISA DURANTE il 20/06/2011 19:19
    Non avevamo gabbie... ce le siamo create... poi parliamo di civiltà...
  • Nicola Saracino il 20/06/2011 12:48
    Pochi tratti, efficaci, per riflettere all'esterno uno stato interiore che è suscitato proprio dall'esterno. L'animo assorbe un po' di quella sofferenza, un po' se ne libera restituendola in poesia e chiamando alla compartecipazione tutti gli uomini.
    L'assurdo è che quello "sporco giallastro", così poco naturale, così raccapricciante, sia più potente della potenza dell'arte, della volontà e della ribellione degli artisti, dei volenterosi e dei ribelli.
    N
  • Sergio Fravolini il 18/06/2011 08:58
    Molto bella e poi si parla di stelle.

    Sergio
  • - Giama - il 18/06/2011 00:03
    un quadro perfetto nella sua realtà descrittiva, oltre a ciò traspare uno stato d'animo particolare da questi versi, creati con evidente bravura!

    complimenti!
  • Vincenzo Capitanucci il 17/06/2011 11:28
    In città .. fra smog e luci.. non si vedono le stelle.. e mancano da morire...

    Molto bella... Rosalia.. un cielo plumbeo... sporco giallastro... soffocante..

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