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Un lungo momento

La fame
guastava l'ennesima sigaretta
e nel vuoto
fissavo il pavimento a capo chino
aspettavo
allontanando le pieghe dei pensieri.
Martellavano
le nenie, vestite di nero e i vagiti di un bimbo
seguite
dal triste suono di vecchie campane
e piangevo
non era il fumo della sigaretta
oramai spenta tra le dita.
Inseguivo
i solchi sul selciato
assaporando una via d'uscita
poi la sera
tacquero le campane
smise il pianto di bimbo
e sulle gote
vischiosi addii.
Finalmente il silenzio
e non ebbi più fame.

 

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2 commenti:

  • Ada Piras il 22/06/2011 22:15
    Poetica poesia, bella
  • karen tognini il 22/06/2011 14:23
    bellissima introspezione... immagini nitide di un momento di grande sofferenza...
    5 stelline meritatissime...
    bravo Calogero...

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