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Ti vestivi con garbo

ti vestivi con garbo quando venivi a trovarmi
tu che eri nel limbo di coloro che giacciono
facevi forza alle tue membra
che invece ti lasciavano andare
sorrideva il tuo viso
negli occhi che tradivano il dolore
una umana malattia ti piegava
una solitudine disperata ti piagava
l'animo dolce che avevi in serbo
ironia della sorte fra tanti comuni mortali
come te dal volgo appiedati

ti vestivi con garbo quando venivi a trovarmi
quasi tornando tra i vivi
al mondo che avevi lasciato e non dimenticato
io che ero preso dal familiare impegno
dal lavoro industriale frastornante
impotente a mutar le sorti del percorso
a illuminar i tuoi occhi scuri profondi
ti guardavo e ti lasciavo andare
ferito in volo come un aquilone storto
sorridente nella maschera in volto agli altri rivolto
scrutar tra le nuvole le luminose stelle
perché sulla terra veniva a me portata via
la gioia della madre mia

 

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3 commenti:

  • giorgio giorgi il 31/03/2013 20:42
    Bella poesia. La figura della madre che un grande amore fa rivivere nell'animo del poeta. Tratti di garbo e sorriso e dolore soffocato. Sembra il poeta voler rammaricarsi, preso da quotidiane fatiche, di non aver potuto più a lungo trattenere la gioia del ricordo.
  • Anonimo il 12/07/2011 11:49
    ti vestivi con garbo... bello il titolo e sentita la poesia... che mette in risalto il sacrificio di una madre che sempre bella vuol apparire agli occhi di un figlio...
    ps spero di non aver frainteso... in ogni caso bellissimo versi
  • Giacomo Scimonelli il 26/06/2011 14:11
    bei versi... chiari ed eleganti

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