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Terza età

Lo specchio mi fa dono ogni mattina
di nuove rughe e neve sui capelli,
la stanchezza si nota più sovente,
i tratti non direi sian proprio belli.
Vana illusione rimanere indenne
al passare del tempo: non c'è scampo,
gli anni lasciano il segno e nulla vale
dare a vedere gioventù perenne.
Gonfiando il petto e l'epa risucchiando,
spalmandosi di creme e di ceroni
ci camuffiamo agli occhi della gente,
a sottrarci al declino non siam buoni.
Beato chi guardandosi alle spalle
può dirsi pago dell'aver vissuto,
sentirsi grato al proprio destino
per quanto dalla vita ha ricevuto.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 06/02/2012 08:16
    Molto apprezzata... nelle mie corde. Una rima ed una cadenza degne della miglior poesie... mi sa che mi rimetterò anch'io a scrivere poesie, magari in rima, la mia passione giovanile. Bravo bravo, Ignazio. ciaociao
  • Giacomo Scimonelli il 20/12/2011 21:24
    un ottimo verseggiare...
  • Dora Forino il 25/07/2011 10:04
    Caro Ignazio, io mi sento appagata, anche della stagione che attraverso, e se mi guardo allo specchio, non mi meraviglio se trovo qualche ruga in più. L'impotrtante è non far morire l'ottimismo e la giovinezza del cuore. Ciao!
  • Vincenzo Capitanucci il 02/07/2011 07:56
    Molto bella Ignazio... pago dell'aver vissuto... e pronto a ritornare.. nella quarta età bambino...

    Dentro non si invecchia mai...
  • loretta margherita citarei il 02/07/2011 05:27
    l'importante non sentirli dentro gli anni, ben rimata, compplimenti

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