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Noi, soldati

Lo sfogo erano i piccoli torti,
i maligni puntelli sotto il letto,
le grida nel bel mezzo della notte,
i sinceri abbracci alla partenza,
eventi di curiosa familiarità,
frivoli ragionamenti a gambe all'aria,
sul prato brunastro,
con troppi mancamenti.

La comune sorte inacerbiva
i rancori, le gelosie condivise,
le monotone giornate
ci ritrovavano a scherzare insieme
senza acrimonia,
con tranquilla rassegnazione.

Eravamo tutti
nel breve sonno notturno
russanti fratelli,
che chiedevano pace
e silenzio al chiarore
che si fiondava
troppo presto
sulle persiane alzate a metà,
e sbarrava i nostri occhi
in un simultaneo
scricchiolìo di letti.

Eravamo forse amici allora,
o lo credevamo soltanto,
sei soldati
impigliati in una rete
di intensi fermenti,
uomini senza amore
che non avrebbero mai rispettato
le confuse promesse,
sillabate
nell'addolcito soffio di brezza
di una già perduta estate.

 

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2 commenti:

  • Maurizio Cortese il 30/07/2011 12:37
    Bella descrizione della naja, momento di amicizie sempre troppo effimere, per lo più basate sulla complicità.
  • Giacomo Scimonelli il 03/07/2011 08:44
    molto bella... con una chiusa da applausi

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