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Il treno

Da lungo tempo ormai corrode
l'attesa
estenuante.
Tra i binari logori
erba morta cresce.
Avviticchiati alla speranza
molti altri fantasmi vitrei,
come me,
recitano il loro silenzio
navigando
in liete angoscie.
Cavi d'acciaio
incidono geometrie
sull'ombra cosciente.
Lontano sibilo
di fischi illusori.



Finalmente incede
la locomotiva festante.
Estasiati colori
sui vagoni ballano
all'allegro sferragliare.
Dentro sciolgo le palpebre:
giorni spenti
si arrendono a sogni altrui;
vuoto di segreti.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 04/02/2012 17:10
    un po' lugubre ma molto bella... mi è piaciuta molto l'associazione binari-fantasmi!

2 commenti:

  • Menichetti Serenella il 09/07/2011 22:17
    Complimenti sei veramente molto bravo, è un piacere leggerti!
  • vincent corbo il 09/07/2011 19:42
    Questa è la tua terza poesia che commento: finalmente un poeta con la P maiuscola.