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Sic volvere parcas

Sorelle, figlie di Temi vostra genitrice,
Indifferenti, elargite all'uomo il bene e il male.
Cloto, che filando lo stame di ciascun, inizia alla vita.
Vano è l'umano ingegno nell'opporsi al voler del fato.
Ogni illusione, nel susseguirsi degli astri muore,
Lasciando al filare di Lachesi il preservar del cosmo,
Vacua risulta fin'anco l'opposizion di volontà divina.
E nello scorrere del tempo, il destino del fil d'ognuno
Raggiunge la misura. Durevole o fugace che essa sia,
Ecco inevitabile la fine d'ogni angoscia esatta giunge.
Prece alcuna può, al fato contrapporsi, quando,
Atropo di bronzee cesoie armata il fil recide.
Risoluta allora; a re, schiavi o cavalieri, la sorte
Chiara appare e senza appello.
Ade attende loro al termine del viaggio; dove
Solo la memoria delle umane genti darà sollievo.

 

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4 commenti:

  • ELISA DURANTE il 11/07/2011 19:54
    Bello questo acrostico mitologico!
  • loretta margherita citarei il 11/07/2011 16:56
    mi complimento, notevole poesia
  • Anonimo il 11/07/2011 16:34
    volevo dire ORDITO scusa... sempre la fretta
  • Anonimo il 11/07/2011 15:54
    Le tre parche figlie di Zeus e Temi, tre donne sedute in cerchio che filano l'ordino e la trama del tessuto della vita e del tempo che inesorabile scorre.
    Nessuna preghiera può ostacolare la divina volontà ed Aproto di bianco vestita, il filo recide... ed Ade attente loro nell'ultimo viaggio... dove vivranno solo nel ricordo di coloro che li hanno amati... bellissima Paul tanti complimenti...

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