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Lo specchio

Di fronte allo specchio passavo le mie ore.
Vedevo ciò che lui vedeva,
riflettevo su ciò che lui rifletteva.
Attraverso i miei occhi, i suoi occhi mi guardavano.
Attraverso i suoi occhi, i miei occhi guardavano
uno straniero.
Di fronte allo specchio
lui diventava me
e io diventavo lo straniero.
Più mi guardavo
e più non trovavo difetti.
La mia immagine riflessa
piaceva agli occhi di uno straniero.
Non capivo come mai
piacevo ad uno straniero e non a me stesso.
Cosa conosce di me lo straniero
se non l'immagine soltanto?
Cosa conosco io di me stesso
se non la mia anima?
Era lei che dovevo scoprire
per piacermi davvero.
Iniziai ad amare le mie sembianze
con tutte le mie forze.
Iniziai ad adorare la mia bellezza
e le mie virtù.
Ora passavo le ore a guardare
me stesso allo specchio e ad amarmi,
come un moderno Narciso.
Però più mi amavo
e più vedevo delle crepe
scavare nello specchio.
Passavano i giorni e le crepe aumentavano.
Un giorno provai ad accarezzarmi sullo specchio
ma appena lo toccai
i vetri si ruppero
e dietro di essi
vidi la mia anima scappare via,
piangendo.
Perchè?

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 14/07/2011 12:50
    Antonio complimenti leggendo questo dialogo tra te e lo specchio mi è venuto in mente più che narciso Dorian Gray di Wilde... ovviamente rivisto in veste più leggera... ma bravo
  • cristiano comelli il 11/07/2011 21:20
    Notevole, signor Sabia, questo dialogo con lo specchio. Credo si presti a parecchie chiavi di lettura, e tutte estremamente feconde di riflessione per l'uomo moderno. Nello specchio emergiamo in ciò che vogliamo ma anche in ciò che non vogliamo essere. Lo specchio ci dice la verità su noi stessi. Più lo osserviamo e più ne abbiamo da imparare. Non è evidentemente lo specchio ad agire, ma quella parte di noi che intende imparare a rendersi migliore. Lo specchio è uno strumento, assai prezioso. Siamo nudi di fronte a esso. Nudi con le nostre debolezze. Ma ricchi della nostra volontà di superarle. Lo specchio, quindi, ci informa sui nostri limiti ma ci comunica anche la gioiosa capacità di frantumarli, almeno in alcuni casi. Cordialità
  • loretta margherita citarei il 11/07/2011 16:57
    originale poesia, bella introspezione, apprezzata
  • Antonio Sabia il 11/07/2011 16:02
    brava Letizia, hai centrato!!! @Francesca: se non hai capito il finale è perché hai capito il senso della poesia
  • Anonimo il 11/07/2011 15:07
    Un po come se ci consumassimo nello sforzo di farci piacere la nostra immagine e trascurassimo totalmente la nostra anima, ciò che ci contraddistingue, la nostra individualità che si sente tradita e fugge... quella che davvero dovremmo provare a toccare profondamente. Questa poesia mi ha fatto riflettere sul rapporto apparenza/essenza e proprio per il fatto che Fa riflettere mi piace.
  • vincent corbo il 11/07/2011 14:51
    Lascia al lettore un senso di smarrimento, il "perchè" alla fine ha un grandissimo significato.
  • Francesca La Torre il 11/07/2011 14:37
    Mi piace come e' scritta, ma purtroppo il finale mi ha fatto notare che non l'ho capita.

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