PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Anti meridiem

Ora la luce rossa del tramonto
attraversa obliqua la stanza:
si spegne nel punto esatto
in cui una vita è finita.

Se avessi assecondato il ticchettio,
non avrei potuto seguire
le pieghe che il mare acquista,
la pioggia bagnare la terra,
la terra seccarsi lentamente al sole.

Sei un passato così prossimo su
cui è impossibile soffermarsi,
qualcosa da cui cerco di svegliarmi.

Avanzo pesante nel buio iridato
mano nella mano, avanziamo insieme.
Come padre e figlia,
mai più tali.

Questa casa non ti ha dimenticato.
Le sue mura sono la mia pelle scorticata,
il mio corpo inadeguato,
il mio cuore lacerato.

Un ritratto picassiano,
sigillato in un sottosuolo.

È la mente,
fragile come la sua stessa tinta
nella rovente polvere bianca,
di amori interrotti,
parole chiuse che attendono un ritorno.

 

2
6 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Dark Angel il 09/05/2012 22:41
    Una delle migliori tecniche abbia letto qua dentro (notevole capacita intrinseca ma non troppo) i miei sinceri complimenti oscuri

6 commenti:

  • Alessia Amato il 14/07/2011 17:12
    Grazie a tutti: in particolare a Laura per il commento-analisi molto gradito. Ancora grazie
  • laura cuppone il 14/07/2011 08:30
    Prossimo e poi... remoto. Si spera il passato rivesta un altro abbandono, così da poterne giustificare una nuova e disambigua veste, così da poterne sperare una sera lenita da tormenti. Questo meriggio che poco scalda, che rivela forme interiori deteriorate da finte speranze, sembra preludio inevitabile per una trasfigurazione ormai in atto, per una risoluzione al sopravvivere.
    Sai che quelle mura per lungo tempo hanno contenuto una felicita' trascorsa ed ora trasudano salnitro confuso da ricordi inspiegabilmente vivi... ma anche il tuo animo sente fortemente quella melanconica ineluttabile disfatta che ha reso picassiana la tua figura.
    Non dolersi d'una colpa a meta' e' insano, ma necessario divider l'aria rimasta con la polvere e il silenzio...
    Ti auguro una buona e necessaria passeggiata con il padre buio per ritrovare una luce interiore che possiedi e sempre ti possederà .
    La classe non e' acqua e qui ce n'è tanta!!!!

    Laura
  • Anonimo il 13/07/2011 21:29
    Molto bella, complimenti
  • loretta margherita citarei il 13/07/2011 20:48
    intensa. meravigliosa poesia, complimenti
  • Anonimo il 13/07/2011 19:48
    Commovente e molto toccante. Un tema delicato e struggente: la mano del padre e quella della figlia insieme possono superare mille difficoltà, anche quelle più complicate e impossibili. Davvero molto bella.
  • Giacomo Scimonelli il 13/07/2011 19:04
    ''... Sigillato in un sottosuolo, la mente,
    fragile come la sua stessa tinta
    nella rovente polvere bianca
    di amori interrotti,
    parole chiuse che attendono un ritorno.''

    ottimamente stilata... ottima la chiusa...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0