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Dietro l'angolo, una notte

Ieri sono uscito di notte,
a concepire l'invecchiamento
sotto il manto eterno dei bagliori,
vicino alla palla di vetro
che ogni tanto si spegne.

Ma ogni mossa che ardivo
contraddiceva il nero umore dei gufi,
ogni città che cercavo
nella carta geografica della memoria
si dissolveva nel risvolto di una tasca vuota,
si mimetizzava col colore della mia macchina,
nella ragnatela desolata della mente.

I miei fari hanno rincorso un gatto selvatico,
ma era troppo piccolo per fermarsi a parlare con loro,
figurarsi con me, che ho unghie lisce,
e i muscoli sempre tesi, come molle.

Sono rientrato ch'era ancora buio,
senza accendere la luce
ho preso la sua testa tra le mani,
ho fatto due conti coi suoi occhi belli,
e senza rovinarli troppo ho improvvisato un letto,
dietro l'angolo meno ottuso del suo sorriso freddo,
brillante più del mio, costernato marmo.

 

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3 commenti:

  • grazia savonelli il 31/07/2011 15:51
    bella ed aspra.. bravissimo ciao
  • loretta margherita citarei il 16/07/2011 19:31
    ottima amico caro, bello il tuo stile
  • teresa... il 16/07/2011 15:12
    bellissima poesia molto forte ed anche dura quasi marmorea come il sorriso di cui scrivi. ti bacio

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