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La lama rovente

La lama rovente dell'arrotino
orgogliosa si pavoneggiava
ebbra di frammmenti di sangue
su un pavimento impotente
che urlava glacialità;
contava graffi, vermi e pensieri
intrappolati nel suo respiro conclusivo
con l'incandescente precisione di uno strozzino.
La finestra
sbatteva nervosa e intimorita
come a voler sibilare un aiuto
allungandosi
come a desiderio di rapire
un morso di vento in ignaro passaggio
l'odore acre
di membra ormai decomposte
violenta gerani da poco sbocciati
resta solo il fischio solitario
di un gemente canarino
a salutare chi sempre fu morte
senza mai essersi scorto vita.

 

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3 commenti:

  • Fabio Solieri il 02/08/2014 14:47
    Giallo in poesia, o incubo introspettivo. Per me bella poesia. Ricca di metafore, con qualche onda di ermeticità
  • Vincenzo Capitanucci il 20/07/2011 07:02
    La lama rovente taglia incide la glacialità della carne... imprigionata in una vita impotente al cospetto della morte...
    Una finestra s'apre... desiderosa di rapirci... da questo odore pestilenziale violentando in virtù i geni di un geranio (per me il geranio è sempre stato il simbolo di Ra.. illuminante il genio umano)...
    testimome solo un canarino (giallo femminile o rosso maschile... l'atroce dubbio che c'è in me di come unire Amore Sacro e Amore profano) a salutare quello che sempre fu morte... senza mai essersi visto in vita...(risorto)...
    È bellissima Cristiano... Ti ho scritto alcune cose che mi sono passate per la mente leggendola...
  • karen tognini il 19/07/2011 15:31
    Cristiano... poesia inquietante...
    non credo di averla capita... sono un po' di "coccio"... si dice dalla mie parti...
    comunque ben stilata...

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