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Ricordi

e una guerra nell'animo
suo in corso era,
i sentimenti tutti straziati,
morti in terra stavano.
Il suo cuore esanime
attendeva il suo finire.
Di amori non voleva più sentire,
e la sua mano di cinismo si armò
e di nuovi amori fece moria.
Non si accorgeva che la cancrena
già le rubava l'anima.
Un dolore la catturò,
ogni fibra del suo corpo attraversò
nell'oblio della solitudine fu trascinata.
Le si palesò dinnanzi un giovine cavaliere
di belle sembianze di cuore amoroso,
ma l'animo di lei più amore non riconosceva,
l'animo di lei sempre più solitudine amava,
e di lei pietà ebbe l'Amore,
le si palesò con vesti di mendicante,
e lei ricordò delle sue ferite,
straziato ora il suo cuore cercava lenimento,
dolci lacrime il mendicante le offrì,
bagnate furono le sue ferite
e dolore ella non avea più.
Nuovi amori ora vive,
il cinismo più non alberga il suo cuore,
solo un attimo di dolore
al ricordo dell'antico amore
fulmineo le attraversa il petto.

 

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3 commenti:

  • Giacomo Scimonelli il 30/10/2011 09:32
    verseggiare che apprezzo...
  • silvana capelli il 06/08/2011 22:51
    Bella! mi ricorda la parabola del buon Samaritano, dopo due passanti il terzo, si fermò le fesciò le ferite e si curò della persona. Spero che questo mendicante non la faccia più soffrire. molto bella e significativa per me. Brava
  • ivano cosulich il 24/07/2011 00:33
    complimenti! Bellisima opera!

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