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Mutato

L' acqua è evaporata
troppo è stato il fuoco
s' arde sordo l' arido acciaio.

E me che in quell' acqua si rispecchiava
ed era immerso, nuotava sereno.

Or più non vedo,
il temperato rimanda
un grottesco sfiguro.

Sovrapponendo
l'ero nel sono
mi disconosco.

Almeno sobrio dal veleno
il duro che porta le mie suole;
di rado una stilla precipita,
in essa prendo vita.

Dimezzato l' ego atroce,
il sole l' abbraccia
... effimero bagliore.

 

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1 commenti:

  • teresa... il 24/07/2011 16:08
    chiusa notevole opera intensa. baci! BRAVO!

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