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Ambiguità dei sensi

Come odo
un lieto cinguettar
eppur d' ugual sorte
il pianto dell' incudine.

Assaporo quindi in estasi
questa sanguinosa carne
così diversa, differente
a quel che vien dal mare.

Che gran vista poi
quel rosso tulipano
anche se appare così nera
la tenebra che spesso incontro.

Sempre mi piace odorar
quel salmastro delle mie acque
talvolta sai, mi perseguitano
pungenti scorie putrefatte.

Con gran delicatezza
ho modellato questa argilla
però guarda le ferite
io la pietra l' ho conosciuta.

Così non trovo pace,
se godo di sorrisi
so, che prima o poi
dovrò scontar pianti.

 

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4 commenti:

  • Enrico Casetta il 04/10/2011 21:24
    Grazie Carla!!!! è un po' che non carico più materiale nuovo perchè sono un po' indaffarato ma il prima possibile tornerò a far sentire la mia voce
  • Anonimo il 04/10/2011 16:41
    enrico meravigliosa poesia... l'avevo persa... 5 stelle bravo
    carla
  • vincent corbo il 29/07/2011 16:15
    Una bella rappresentazione di ciò che la vita offre ai nostri sensi.
  • Bianca Moretti il 27/07/2011 22:41
    Sensazioni contrastanti che mettono a nudo un animo e u cuore divisi a metà. Bella la chiusa finale
    Così non trovo pace,
    se godo di sorrisi
    so che prima o poi
    dovrò scontar pianti.

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