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La mamma

Nella stanza senza colore
un ronzio sordo soffia l'aria.
Qualche voce passa, rumore
un letto freddo come una rotaia
(promette che passi il dolore).

<La senti, mamma, la mia mano?>
Ricordo le carezze col sorriso
a volte mi son voltato, ero bambino
ora dormi, col dolore sul viso
(resto con te, qui, vicino).

Ti aiuto a volare. Amore ancora
tu ne hai, ne ho bisogno
come sempre, come allora
sono entrato nel tuo sogno
(Mamma andiamo, il cielo si colora).

 

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4 commenti:

  • Paolo Venturi il 29/07/2011 09:25
    Osvaldo, grazie di cuore per il tuo commento.
  • Anonimo il 29/07/2011 00:24
    Un mistico punto di riferimento perso. Con la sua mancanza, si perde il bambino e rimane il triste uomo e solo ricordi... ricordi e con essi si convive. Qualche volta si chiudono gli occhi e si ridiventa bimbi. Come erano dolci e consolanti le sue carezza. Bravo, grazie per questa sensazione
  • Paolo Venturi il 27/07/2011 17:49
    Grazie Francesca. Sai sono stato assente per un po ma non avevo smesso di leggere le tue belle poesie. Ciao
  • Francesca La Torre il 27/07/2011 17:08

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