accedi   |   crea nuovo account

Vecchietta sul bus

Il rigetto acre
del decadere debole
nella mia mente
non contamina
il volto suo
diafano di rughe.
Sostenendo le gambe ossute,
si dirige verso il vano
dell'autista.
Il lieto ondular
dei capelli castani
striati d'oro
illumina l'espressione
quieta, fiduciosa
in un domani ridente.


-é questa
la nostra fermata?
La domanda semplice
risuona celando
dietro crepe serene
trascorsi e storie
d'un vissuto sconosciuto.
Interpella il destino
senza corruccio alcuno,
sotto i miei occhi
colmati dalla finzione.
Annuisce il conducente,
lei scende
lentamente,
ancorando lo sguardo
sempre avanti.

 

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • karen tognini il 28/07/2011 10:23
    Bellissima... fino al capolinia a testa alta con un sorriso da raccontare...
    Piaciuta molto Mario!!!
  • Ada Piras il 28/07/2011 10:21
    Già ognuno di noi con la sua storia con la sua fermata.