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Cogne

Quante volte bisogna morire
per seppellire nell'albore un fiore,
cui una mano rapinosa
ha travolto la vita e
soffocato nel cuscino il canto
ancora implume di un cigno.

Quante volte bisogna morire
perché l'innocenza sia muro
levigato e silente contro
un limoso fiume gorgogliante,
voce di quanti non sanno
il sacrilegio che stanno compiendo.

Quante nolte bisogna morire
perché una mano ignota
cali imperiosa e risalga confusa
schiodando dal cielo una stella,
luce breve soffio di vento
che ha dato la vita e l'l'ha tolta,
metafisico divertimento.

Altri si contendono la verità.
Ferita a morte annaspa
nel gioco dei bianchi e dei neri,
follia che trascina la mente,
pietrificata e decapitata
sotto una lama lucente.

Chiuso nel sonno porti negli occhi
forse l'impronta di un tradimento
insana pazzia di un momento.
Almeno al cospetto di Dio
ti sia resa giustizia.

 

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2 commenti:

  • Bianca Moretti il 01/08/2011 20:32
    Parole meravigliose ma che pesano come macigni, come la tragedia cui si riferiscono. Omaggio meritatissimo per quel dolce angelo...
  • Maurizio Cortese il 01/08/2011 17:42
    Immagini icastiche e crude, come s'addice a quella tragedia.

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