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Nozze con l'inconscio

Ed è la mia sposa che serena s'ingravida di me
porta in dote al talamo nuziale il sangue suo
sintomatico di rigenerazione oltre la morte
e oltre ogni idealizzazione di vita
il sangue nero suo rappreso in grumi di violenza inespressa
il sangue nero suo fertile di desideri reconditi
il sangue nero suo luminoso dei raggi di un sole viola
ed io voglio penetrare il suo mistero
sciogliere i nodi dei suoi amplessi malati
seguire il suo richiamo silente nei boschi
trafitti dall'alto e nelle notti oscure
senza candele votive ma con una bussola
sedere a conversare con lei nei pomeriggi infranti
mentre mastica tenace il morso delle mie schiavitù
mentre mi spezza e distrugge ogni scienza matematica
mentre mi mostra ogni età dalla fanciullezza alla vecchiaia
mentre mi specchia annegato nei laghi freddi e profondi
mentre i miei fiori per lei si avvizziscono e bruciano
nelle sue mani scheletriche
muoiono in circolo
lasciano pelli di serpenti in muta seccate sul cemento
corna di daino e di toro.

 

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