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Il cantico dei vinti

Non ho chiuso occhio
Tutta la notte a pensare di annegare
Bolle d'ossigeno non impegnate cercasi
Annego in una pozza di parole
L'inchiostro s'abbatte sulla mia testa
Diffondendo immagini che non comprendo
Tutta la notte a pensare d'annegare in mari di parole
Al mattino muto
Mille mosche in gola
Un aeroporto di piloti neri caotici lanciati nel vento
Non ho chiuso occhio
Tutta la notte a pensare di annegare nella terra
Terra che mi si squaglia tutto intorno
annego nella palude di terra
Annego calmo
Non mi dimeno
Non ho chiuso occhio, tutta la notte a pensare a vivere

Qui annegato nell'utero della terra
Canto il cantico delle creature nate per errore
Malate di malinconia
Allergiche in qualche modo innaturale alla vita
Assetate di risposte
Arse dai perché
Affamate dall'assoluto

Abbandonato ai flutti tempestosi del tempo e dello spazio
Canto i vinti, i derisi, i dimenticati
Dimenandomi nel bozzolo della vita.

Colla rabbia e l'orgoglio
m'apro i cancelli
Della prigione uterina
E dal ventre della terra riemergo
Annegato in me stesso
Consapevole dei limiti non euclidei
Che m'affacciano oltre l'infinito

 

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4 commenti:

  • Giuseppe De Paolis il 04/08/2011 09:57
    grazie Vincenzo... hai colto in pieno lo spirito della poesia...
  • Vincenzo Capitanucci il 04/08/2011 09:18
    Bellissima Giuseppe... dall'utero della Terra... canto il canto dei vinti.. una poesia profonda... ha radici affamate d'assoluto...

    Malate di malinconia
    Allergiche in qualche modo innaturale alla vita...

    in quell'utero di terra... si apre il cielo della vita...
  • Giuseppe De Paolis il 03/08/2011 17:27
    lho scritta in un momento di tristezza e depressione... per me scrivere è uno sfogo... una catarsi... scriverla, buttare su carta le immagini che mi urlavano dentro mi ha fatto sentir meglio... ciao ciao
  • Ada Piras il 03/08/2011 17:20
    "Canto i vinti i derisi i dimenticati"Ma bisogna riemergere.

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