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Il milite ignoto

riposava nel suolo antico,
all'ombra della croce e della bandiera,
riposava sognando le Alpi e il Piave,
riposava sognando lo scintillio dell'armi
e il volto dei compagni, il volto dei fratelli,

quando un tuono nero lo svegliò
dal sonno da cui non si ritorna,
il tuono, un lamento
un grido di dolore e sangue rappreso

allora

si destò dalla terra che l'aveva amato,
dalla terra madre che l'aveva accudito per quasi cento anni
e col cuore colmo di curiosità
riassaporò l'ansia nell'aria,
riassaporò quell'aspettativa di nuovo
tipica dei neonati e di chi sta per compiere un viaggio
verso l'orizzonte ignoto

il giorno lo accolse sotto il cielo
del millennio futuro

camminava lentamente
ogni passo, valutando i possibili incroci
del destino,
ogni passo, cercando di riconoscere
figure, suoni, a lui congeniali

non trovò conforto

non trovò coraggio

non trovò orgoglio

si incamminò sul colle degli ulivi
a chiedere consiglio ai saggi e alle rovine del tempo,
Signori degli imperi perduti e dimenticati
nella storia vorticosa dei vincitori:

mentre saliva udì rauche voci venirgli incontro:
<< desisti >> gli sussurravano automatiche
<<desisti desisti desisti
torna ai tuoi ricordi
torna ai tuoi orizzonti di gloria passata
desisti
la tua guerra fu guerra per rilanciar le industrie
conveniva al potere un'italietta unita
sulle carte geografiche

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2 commenti:

  • Giuseppe De Paolis il 04/08/2011 11:56
    grazie Vincenzo apprezzo moltissimo le tue poesie e sn onorato che t piaccia
  • Vincenzo Capitanucci il 04/08/2011 11:46
    Siamo tutti militi ignoti... un passaggio verso l'ignoto...

    è bellissima Giuseppe... in certi punti commoventi.. e non vorremmo essere martiri o eroi..

    sul colle degli ulivi
    trovò il silenzio
    assoluto e denso olio (unzione)
    di privazione del suono
    d'assenza di voci e rumori
    solo la visività
    del muro del pianto
    interrompeva quell'oasi di paradiso inerte...

    di certo una sola lettura non basta... ci ritornerò..

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