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Lila

Alta non più di due spanne
fedele compagna d'ogni giorno,
coraggiosa e obbediente al richiamo:
cos'è successo quell'infausto giorno?

Sdraiata sulla fresca erbetta primaverile
facevi capriole a non finire, giocavi da sola
spensierata sorridevi felice al caldo sole mattutino;
ti sentivi protetta nel tuo magico regno, ma non fu così.

La falciatrice senza cuore inesorabile avanzava
al suo passare fasci d'erba cadevano rovinosamente,
un urlo straziante di dolore, quasi umano interruppe il silenzio.
sul prato amico la zampetta rimase, staccata dal corpo sanguinante.

Povera Lila, fedelissima compagna d'ogni giorno,
ahimè, ti vidi distesa in una pozza di sangue innocente;
il tuo corpo ingiustamente straziato per stupida negligenza
soffriva: il mio cuore con te, davanti all'immane assurda tragedia.

Nei tuoi occhi non c'era rancore, odio o vendetta
verso colui che amavi, colpevole d'averti fatto soffrire,
ma solo comprensione, perdono e umana richiesta d'aiuto;
il mio cuore sanguinava per averti cagionato cotanto dolore.

Ti raccolsi da terra con un groppo alla gola
lasciasti sull'erba un'enorme macchia di sangue,
il dolore fu grande, gli occhi miei si bagnaron di lacrime:
sdraiata sul tavolo della cucina medicai con amore l'ingiusta ferita.

Piccola meticcia, cocciuta, obbediente e affettuosa,
non aveva segreti il tuo regno, cacciavi sicura nel verde;
impettita partivi con slancio e, rabbiosa scacciavi gl'intrusi lontano:
proteggevi orgogliosa i frutti del duro e sudato lavoro dell'amato padrone.

Un po' di cibo senza pretese chiedevi ogni giorno,
un'amorevole carezza a volte aspettavi per riconoscenza,
non era molto, ma ti bastava per esser felice e rasserenata.
Di notte riposavi appagata nella tua cuccia; pronta il dì seguente.

Povera Lila, leale compagna d'ogni istante,
nei giorni a seguire correvi di nuovo davanti a me,
non più con quattro, ma tre zampette; eri di nuovo felice,
ferita nel corpo, non nell'animo: guardavi serena al tuo domani.

Era bello veder di nuovo il tuo nero mantello
sfecciare veloce nei verdi prati tra i fiori più alti di te,
ritornavi gagliarda. La natura incredula s'inchinava rispettosa
e commossa all'amica giocosa, perduta e risanata: di tante avventure.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 13/08/2011 08:41
    commovente so cosa vuol dire perdere un amico fedele a 4 zampe... per fortuna lei è ancora con te... bravo
  • Auro Lezzi il 12/08/2011 09:36
    Proprio come la mia "FATA".. Saranno sorelle.
  • alessandro mandelli il 12/08/2011 08:15
    Lila, la mia affettuosa, indimenticabile, piccola meticcia.

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