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Abissi

Abissi, abissi, abissi presto udite
perché voi le fanciulle nascondete,
perché il cor con scherno da lor rapite?
Oh voi ch'il mio fatal nocchier spingete!

S'io non fossi un sì duro scoglio, dite:
potrìa il mio desio mutarsi in rete
ch'accolga non d'amore le ferite
ma le ore che son più serene e liete?

Quel che sarà quel che pur avvenne ieri
io non so, non conosco la risposta
finché le vostre mani e i vostri fieri

lumi saran la rete da voi posta
giusta esca per i nostri amor guerrieri
dove la voce non è mai nascosta.

 

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3 commenti:

  • Giuseppe Vita il 24/11/2014 11:21
    Il primo verso della prima terzina è un dodecasillabo.
  • silvia leuzzi il 13/08/2011 23:45
    Poesia, poesia pura che ricorda i carmi antichi. Virtuosismi letterari che trovano l'animo mio disposto visto che in questi tempi mi vado rileggendo brani di Omero. Molto bella veramente
  • Anonimo il 12/08/2011 10:08
    Mi piace questa voce arcaica, fucina di emozioni e immagini ben confinate, in un tempo a noi lontano. Grazie.

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