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Del mio paese

Scavava la mia fantasia
tra le rocce di tufo e i sassi
e dietro c'era un castello con le sue segrete
e un passato che spiavo dietro ad un mattone smosso
il muro di cinta che teneva su la frana
è stato ricostruito ma le frane del suo cuore
sono continui smottamenti che hanno eroso il tempo
da cui escono i ricordi una ferita sul muro
e cerco i segni di ieri nei lineamenti che più
non mi somigliano facciate consumate e rifatte
strade vuote piene di passi
il suono della campana copre il chiasso del mio cuore
un viso su di un manifesto che il vento ha strappato
uno degli ultimi del mio passato
un grido che muore in gola
assorta e tremante quel che resta della scuola
la strada che si arrampica pallida
e lassù spiavo di nascosto il silenzio
in un garofano secco reciso dove i cipressi
austeri avevano già deciso
ancorati alla terra con nostalgia parlano ancora
con il vento di una malinconia
fuochi di artificio dentro il petto
un pianto di stelle di agosto e sogni che ho lasciato
qualcuno che mi riconosce
sorrisi timidi senza pretese quel che resta
del mio paese

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 12/08/2011 21:26
    bella, sentita, scritta divinamente brava laura...
  • Anonimo il 12/08/2011 11:23
    complimenti! davvero molto bella.
  • Anna Rossi il 12/08/2011 10:11
    bel ritratto, una descrizione suggestiva che rimanda ad immagini perdute della memoria storica di noi come eravamo. 1ciao
  • Anonimo il 12/08/2011 10:03
    che stupendo racconto, amalgamato di sentimento ed arte indiscutibile. Mi ha conquistato e mi complimento.
  • Auro Lezzi il 12/08/2011 09:28
    E scavando dal passato è venuta fuori spendida lei..

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