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So io poetare?

O criatur rir semp!
Guoll a mamma soia, e poina strett,
a menna mocca.

E suca a vita soia, ca ancora adda venì.
E dorme, ancora, m'braccia a mamma soia,
e sonna a essa e o patr manc o penza.

O criatur sa ruveglia, e chiagn pè si fa sent,
pè se fa juardà!

Si chiagn i, me riceno ca so ciuoto,
ca so paccio o chi sà!

I gruoss ponn sulo parlà.
Ma i saccio sulo puità.

-------------------------------------Traduzione:

Il bambino ride sempre!
Addosso a sua madre, i pugni stretti,
il capezzolo in bocca.

E succhia la sua vita, che ancora deve venire.
E dorme, ancora, in braccio a sua madre,
e sognia a lei e del padre è sempre dimentico.

Il bambino si sveglia, e piange per farsi sentire,
per farsi notare!

Se piango io, dicono che sono insensato,
che so pazzo o chi sa!

I grandi possono solo parlare.
Ma io so solo poetare.

 

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2 commenti:

  • Aedo il 16/08/2011 23:53
    Poesia ben strutturata. Scrivere in dialetto non è per nulla facile. Complimenti!
    Ignazio
  • Anonimo il 16/08/2011 22:17
    Centro, anche con questa!

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