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Storia di un giovane affamato in un giorno d'aprile ormai andato

Sono una chimera,
sono un pellicano
sono un motore che correva piano.
Sono un contrasto
sono un tabù,
sono un disgraziato di nome Barnabù.

Barnabù dagli occhi d'argento
Barnabù che non prova dolore
Barnabù che morì di stento
in una piazza piena di stupore.

Non so perchè mi amava
non lo so Barnabù urlava
non lo so se era felice
gridava Barnabù alla sua Beatrice.

Barnabù dagli occhi d'argento
disgraziato si, ma contento
lasciava questo mondo gemendo.
Lasciava la sua bella spezzandole il cuore
lasciava la sua vita in un giorno di sole.

 

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1 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 16/08/2011 19:08
    Molto bella Noemi... Barnabù... guardando lassù... gridava alla Sua luce...

    lasciò la Sua vita in (per) un giorno di Sole...

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