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Rapsodia illimitata

Trecento code di gatto
appese allo specchietto retrovisore
dell'auto di un padre ubriaco,

schiamazzi e scazzotate
sul ciglio della strada per un paradiso
perduto e mai trovato.

Non passano più tram
e i treni deragliano in lunghe code di ritardo:
sudo sulla pansilina che s'affaccia sull'abisso
e senza particolare desiderio
lascio precipitare una pepita d'oro
oltre l'orlo frastagliato
dell'inferno prossimo al collasso.

Acqua stagnante risponde chiamndomi per nome.

 

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5 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Sergio Basciu il 26/03/2014 17:16
    Intrigante.. uno sguardo disincantato sul disfacimento materiale e forse morale della civiltà.. ottima la chiusa.. mi piace
  • Anonimo il 23/03/2014 06:04
    Molto apprezzata... complimenti.

5 commenti:

  • Anonimo il 18/12/2011 14:58
    la chiusa è davvero d'effetto! complimenti!!
  • Stefano Milighetti il 23/09/2011 14:44
    Grazie Vito: uno dei migliori commenti che una mia poesia abbia mai ricevuto!!!
  • Anonimo il 23/09/2011 14:18
    Stupenda! Mi piace questa scabrosità disincantata della tua poesia, una poesia legata alle cose che non disdegna però una certa tensione meta-fisica. L'immagine dell'acqua stagnante del lago infernale che parla è da brivido, i miei complimenti!
  • Stefano Milighetti il 18/08/2011 19:09
    Ciao Anna, grazie x il commento: sono contento che ti sia piaciuta! Chiedo venia x i piccoli refusi...
  • Anna Rossi il 18/08/2011 11:48
    metropolitana solitudine descritta in pochi, diretti, versi. originale la chiusa.

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