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Il Signor Parlantini e le sue gabbie

E questa vita
in cui siamo liberi e schiavi
per il raggiungimento di un' estetica
che ci fa cadere a precipizio
e tutto e' vivo... forse anche l' inerte
e contemporaneamente
chiusi spesso in gabbie di cemento
di parchi ben o mal curati
chiusi davanti e dentro un televisore
un computer, un i-pod... siamosouono
e controllori in guerra
subiam le conseguenze
di intrighi politici
di mutanti e uomini ipnotizzati
pochi i vivi per l' amore
e comunque lo saranno per sempre

e gabbie come cattedrali
moschee e altri luoghi sacri
e musei, opere d' arte
ci attirano, in modo sublimiale
come ape che lavora il miele
che poi di miele ne mangia il necessario

e natura mantiene precario equilibrio
con i quattro elementi e l' amore
degli esseri che la sostengano
e troppo spesso scansiamo
per paura
la morte, la malattia

e tutto deve essere impiego nel fare
pe non pensare, dimenticare
e divertimenti, baldoria
e l' handicappato molto spesso e' solo
come il malato il cui grido nessuno ascolta
che poi, quando ti puo' restiture un sorriso
nonostante tutto, ti illumina.

e quest' insieme di gabbie
di cemento, in metallo a ruote e motore
con tutti i confort che ti limitano
che ti spengano...
e orti dove si raccoglie i frutti
ma questi frutti scarseggiano
o sono avvelenati

comunque siamo incalanati
sempre con il subliminale
(che arma il subliminale!!!!)

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1 commenti:

  • Anonimo il 20/08/2011 14:52
    Meglio dimenticare e riscoprirci fatti di anima, sì... bellissima poesia!

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