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Le mie ossa di vetro

Nove di mattina
odore di caffè,
lenzuola umide.
Calze smagliate ormai a terra.
Sigaretta che brucia
nero catrame
rassicurante scende giù giù nei polmoni.
Ti aspetto,
mi hai detto.
Distesa nel mio letto,
sono rimasta lì,
pensando a quale dono
avevo appena ricevuto.
Ti aspetto,
mi hai detto.
Sei un uomo di parola.
Sono salda,
le mie gambe sono forti abbastanza, ora.
Posso camminare da sola, senza bisogno di altri.
Però ho deciso di camminare verso di te

 

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7 commenti:

  • augusto villa il 12/03/2014 23:48
    Piaciuta...
    molto romantica...
  • Nicola Lo Conte il 27/12/2011 22:36
    L'Amore è la chiave di tutto...
  • Raffaele Arena il 10/11/2011 20:52
    Dichiarazione coerente di amore. Certo quanto può essere reciproco questo tuo ardere. E attendere fumando...
    Piaciuta.
  • Attanasio D'Agostino il 28/08/2011 16:48
    Amarsi... per amare il prossimo mi piace
    un caro saluto e buona domenica Tanà.
  • Ada Piras il 21/08/2011 10:59
    Mi piace... molto l'ultimo verso.
  • Sergio Fravolini il 21/08/2011 09:25
    È un testo deciso dove compare una nuda speranza.

    Sergio
  • Anonimo il 21/08/2011 08:05
    Un auspicio vitale per prevenire una pericosa rottura di ossa, se si è consci della fragilità del vetro. Prosegui, quanto dura dura, dare pausa al proprio malessere è doveroso: ti devi amare sopra tutto e tutti.

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