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La sagra dell'ingrosso

Ogni giorno la stessa scelta di tenerti stretta,
ho cercato infinite volte la tua essenza che sfugge, che ormai non lo so più;
mi sbatti l'anima a terra così forte, e ancora,
ma rimane sempre qualcosa
ne rimane sempre un fiato.
Siamo nati in una pozza di fango
e ci ritroviamo dentro una fiamma che arde,
che non si capisce, che ancora non voglio capire.
Ora prendi le mie mani e le porti a te,
così i tuoi occhi diventano i miei,
la tua bocca la mia,
il tuo ventre il mio
io il tuo schifoso gioco.
E il mio bisogno d'un tratto si placa, soddisfatto dalle tue parole mute
prima così dolorose, così spaventose che non ricordo più.
Ecco,
di nuovo l'ennesimo inganno;
ecco,
ancora la sagra dell'ingrosso
eppure, adesso non mi frega più,
eppure adesso, nulla più,
se non che sei qui.

 

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1 recensioni:

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  • Nicola Lo Conte il 06/03/2016 21:41
    In questi versi l'amore e la disperazione dell'incertezza, che si stempera e si acquieta per la sola presenza dei suoi occhi e delle sue mani.

1 commenti:

  • Anonimo il 02/09/2011 00:11
    Davvero bella... idea interessante..

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