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Così parla Mario

Si tira avanti pazientemente e si accarezza il buio compassionevolmente.
Si riderà quando se ne avrà voglia e si piangerà quando si avrà dolore.
Ed i passanti ignorano la tua vita e tu ignori la vita dei passanti!
Ma in qualche giorno uno sconosciuto passante potrà dividere con te qualcosa: un dolore, una gioia, una risata od un pianto e chi lo sa!
Ma di sicuro un giorno uno sconosciuto passante lo si inserirà nella lista dei saluti!
Mischiato nella casualità della vita c’è delineato il futuro e nella folla l’incontro.
Su una targa c’era la sequenza esatta e vincente della lotteria, ma chi poteva mai saperlo?
Tutto c’è vicino, ma all’apparenza lontanissimo!
Tutti assicurano che la vita prima o poi sorriderà,
ma Mario, il vecchio vagabondo, non è d’accordo e parla:
Io sono nato senza casa,
ho vissuto trà le vie e morirò sotto al mio ponte.
Sono nato nella miseria e si sà prima o poi morirò,
ma non sarò ricordato e pianto.
Soltanto erbaccia coprirà la mia tomba e soltanto la pioggia la bagnerà!
Morirò proprio come il mio amico Alfredo che un giorno morì proprio come il suo amico Michele!
Così parla Mario!
Ma sarà vero!?

 

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1 commenti:

  • laura cuppone il 19/05/2007 21:53
    priva di speranza, disperata e rassegnata..."nessuno diventa qualcuno, qualcuno diventa nessuno... e così via... ciao L

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