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A Romano

Ombre senza tempo volteggiano nell'aere
e si celano, quasi con pudore,
agli ignavi frettolosi di un mondo in rovina.
Nelle stanze della memoria ritrovano armonia
sublimate dalle note distorte di un vecchio grammofono.
Un tenue sorriso accoglie le rade lacrime
mentre la mente corre a ritroso.
Cosa resterà di quei tormenti profondi
e di quei lunghi silenzi?
Pagine sempre più gialle
nei libri di storia,
quadri alle pareti
nelle case dei giusti,
musica troppo bella
per le miserie dell'oggi.
Avanza la notte e cala la nebbia che dissolve le ombre.
Tu sei già lontano, oramai.
Tu sei già lontano, oramai...
E la musica è finita.

 

l'autore LINO LAVORGNA ha riportato queste note sull'opera

San Marco Evangelista, 4/2/2006


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1 recensioni:

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  • Anonimo il 26/03/2012 16:21
    Struggente in particolare la chiusa.
    Bella poesia, complimenti.

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