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Il chiostro di San Giacomo

Bianche, rosse, le bande s'alternano
sull'antica facciata dal gotico stile.
L'ogivale portale, quasi le sfiora.
Il chiostro dal colmo silenzio,
dona all'animo inquieto, letizia e riposo.
Tra le mura che in ombra si allungano,
l'eco dei passi, raggiunge le volte.
Noti rumori di ricordi lontani sovvienmi:
tonfi di palla, dei ragazzi le grida,
e del prete i rimbrotti,
che si sbraccia e minaccia bonario.
Gli affreschi dei santi mi fissano
seri e pazienti, in statiche pose.
Il pozzetto fa mostra di sé,
là in mezzo al giardino ghiaioso,
circondato da aiuole fiorite.
In San Giacomo al chiostro,
nell'ora del vespro, l'anziana
lentamente s'appresta con il capo velato,
mentre il canto dell'Ave attraversa le mura.
Che pace in quest'ora del giorno,
in cui le piccole vie dal silenzio son cinte.
Io, solitario viandante di luogo sì bello,
spingo il mio sguardo lassù, ove l'occhio
incontra l'azzurro, e con animo puro,
ascolto il canto soave, d'un usignolo in amore,
che canta all'amata, e che dolcemente si attenua,
lontano dal chiostro.

 

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