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Echi del passato

Oh!... quanto l'andar m'è caro,
per queste silenziose e antiche vie
e guardare con meraviglia il bello
che tutto mi circonda attorno.
Splendidi palazzi con luci ed ombre,
ove dei nobili gli stemmi ostentano il casato.
Torri merlettate: sia dal guelfo stile,
sia dal ghibellino.
Archi con scalate, cortili dai fiori profumati,
in cui par d'udire: risa e voci di dame innamorate.
Ora, alle spalle lasciato il Pellegrin rione,
ove il papal palazzo mira il cielo,
e di San Lorenzo s'erge la spoglia cattedrale,
giungomi alle mura, che di Viterbo sogliono cintura,
ivi, dall'alto, la vista sui Cimini e Maremma spazia.
Porta Fiorentina, Porta Romana,
trionfali ingressi di imperatori e papi,
or guardano stupite le convulse strade.
Nel silenzio della sera, sulle pietrose vie,
par d'udire dei cavalli il loro andare,
e dei cavalieri il rumor di lance a spade,
mentre la campana del San Francesco al colle,
diffonde in aria il suo rintocco.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 15/08/2013 05:23
    Apprezzata, complimenti.

3 commenti:

  • silvana capelli il 16/09/2011 15:09
    Bellissimi questi ricordi per ritornar bambini, ma, il rintocco della campana di San Francesco ci ricorda che cresciuti siamo. Il passato fa storia. Bellissima!! Complimenti...
    molto piaciuta
  • Ada Piras il 08/09/2011 17:52
    BELLISSIMA Bruno... evochi a meraviglia il passato.
  • loretta margherita citarei il 08/09/2011 16:47
    ottima poesia complimenti

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