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Per dimenticare

Si parlava di te
nel salotto Jardin d'Amour,
Irina guardava le mie rose Mermaid
e piangeva,
io i suoi occhi offuscati
e le sue mani tremanti.
"Perché non mi cerca più... leggi che poema mi ha scritto..."
Lo sapevo a memoria,
parole e suoni,
gli odori di salse mescolate sulle braci
di legni appassionati,
di sguainate e inguaiate d'amante.
L'aveva scritto per me,
urlando il mio nome,
con tanto di eco finale,
a-a-a-a-a-a-a-a-a
lì, adesso c'era quello di Irina:
"preclara sovrana del cielo e della terra",
ah, non del mare, di esso era un'altra!

"Urge un ussaro a cavallo?..."
"No!"
scoppiò la voce del suo cuore.
Il mio l'aveva già fatto,
Il tuo è d'un piccione di grondaia.

A me bastò un succo di magia rossa,
Rasputin venerava ed amava la mia carne e l'anima,
il cuore, fantoccio da sabba,
ti disarcionò, prima della mente.

 

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4 commenti:

  • Giulia Elia il 25/09/2011 13:05
    Empatico Giacomo, hai avvertito i versi che preferisco... Ehm... mica male. Grazie della richiesta di amicizia.
  • Giacomo Scimonelli il 25/09/2011 11:08
    ''... A me bastò un succo di magia rossa,
    Rasputin venerava ed amava la mia carne e l'anima,
    il cuore, fantoccio da sabba,
    ti disarcionò, prima della mente.''

    bella!!!
  • Giulia Elia il 25/09/2011 09:14
    Grazie ROBERTO del commento generoso, e scusami*.* il ritardo... Fino a fine novembre sono impegnata... obbligata (sigh, sigh).
  • roberto caterina il 24/09/2011 10:44
    disarcionato dal cuore... bella immagine in una poesia che ha il suo fascino..

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