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Quando sarò morto potete scannarvi tra fratelli

"Quando sarò morto
potete scannarvi tra fratelli"
disse il padre al figlio
mostrandogli il vero volto
certo dell'eterna omertà.


Come lepri scappano
fuggendo dalla loro storia,
per timore dell'altrui opinione,
codardi senza venia e pace.

Nascosti nei loro "palazzi" deserti
svergognati
malediranno la loro storia
e l'infame che non ha taciuto.

Non si può gettare fango per decenni
certi dell'impunità,
del silenzio omertoso delle vittime
colme di vergogna per le angherie subite.

Anche il cane più mansueto si rivolta al padrone,
ringhiando e mordendo alla gola
strappando l'anima dei segreti più rendiconti,
ululando alla luna con il sapore del sangue sula lingua

Non esiste un figlio infame
se non ha subito infamità,
non esiste un figlio che azzanna il padre
se prima non è stato azzannato,
un figlio resta figlio e un padre resta padre.

Un figlio
prima o poi
risponde con l'imprinting ricevuto
restituendo le "sberle"subite

Il perdono ha come anticamera la contrizione,
e'espiazione dei peccati commessi
se consci dei danni causati
se si cerca redenzione e pace.

Il viatico del tramonto
è l'ultima via dell'uomo
che dovrebbe guardare al passato
mondato da rancori errori e orrori

"Quando sarò morto
potete scannarvi tra fratelli"
è il rantolo di un animale ferito
di uno che ha svenduto l'anima a mammona.

 

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