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Ai Congiurati dei Silenzi

Se le parole non sono solo parole
ma pensieri che si rivelano
attraverso di esse
e potessero prendere forma
e manifestarsi come
un falco che attraversa il cielo
che parole avrei?
su quale gabbia di ferro
inciderei questi pensieri?
lungo quali corsi d'acqua verserei
il mio sangue perché
possa tornare all'oceano?
su quante lapidi accenderei una luce?
su quante luci poserei una lapide?
come un ritmo di tamburi
che richiama parole urlate
negli echi di vuoti infiniti
in questi istanti gli specchi
riflettono più del dovuto
infine è la mano del destino
si apre e parla
incidendo sulla gabbia di ferro
parole che non sono solo parole

 

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3 commenti:

  • loretta margherita citarei il 21/09/2011 21:49
    mi complimento, notevole poesia
  • Ada Piras il 21/09/2011 16:40
    La mano del destino che porta fino a dove le parole non sempre riescono
    ad arrivare. Bella
  • Giacomo Scimonelli il 21/09/2011 15:57
    piaciuta... scritta molto bene

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