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Intifada

Le strade solitarie non recano conforto,
non colmano il vuoto che cancella il mio destino.
Qui,
dove non si vive,
dove non si muore,
dove la guerra non è la fine, ma l'inizio.
Il primo sorso d'aria,
un sottile velo tra me e il mondo,
quando di me si cercava il ricordo.
Ho inseguito le mie scarpe impugnando la selce,
destino di un popolo infranto,
nemesi di una nazione con troppi profeti.
Giovane artista dispensavo la vita a termine,
assenzio in una mano e morte nell'altra.
Ora sciolgo candele per farne delle ali,
ma non accompagno nessuno al suo cospetto.
Già molti sono andati.
Già molti non sono tornati.
Le strade solitarie non sono mie compagne.
Odio il loro nero profumo.

 

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5 commenti:

  • Nunzio Campanelli il 22/09/2011 16:39
    Grazie a voi
  • Anonimo il 22/09/2011 15:44
    bellissima lirica molto bravo...
  • Anna Rossi il 21/09/2011 23:26
    parole come montagne. urtano cieli. emozionante..
  • Ettore Vita il 21/09/2011 23:07
    Bisogna diffidare dai profeti!
    Bella, intensa.
  • loretta margherita citarei il 21/09/2011 21:45
    bella complimenti apprezzata

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