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Follie ad Aushwits

Gelida mattinata
ad Aushwitz.
Come bestie,
uomini dai vagoni merci
scendono.
Marchiati come animali,
rasati,
spogliati.
Ossa che vagano come zombi,
nel desolato,
sabbioso campo.
I camini fumano da giorni,
dissanguati,
sdentati,
bruciati vivi.
Ossa ormai cenere,
usate come concime.
Soffocati
con gas nervino,
in finte camere
per docce.
Occhi scavati,
persi nel vuoto.
Voglia di morire,
corpi senza vita
in decomposizione,
accatastati
come carcasse
nella savana.
Odore acre,
come di morte,
penetra nei polmoni.
Solo uomini
che ammazzano altri uomini,
in nome
di una follia collettiva,
chiamata Razza

 

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9 commenti:

  • Anonimo il 30/09/2011 13:06
    Brava perchè ha saputo descrive in queste rifhe tutta la drammaticità e sofferenza di quel contesto. Complimenti sinceri
  • Michelangelo Cervellera il 25/09/2011 20:26
    La cosa più terribile è che bisogna sempre lottare perchè il ricordo, la storia rimanga viva.
    Poesia ben scritta e tragicamente vera.
    Michelangelo
  • Anonimo il 22/09/2011 23:57
    un periodo di storia di uomo che mangia uomo, è difficile anche dimenticare dopo tanti anni. bellissima poesia.
  • luigi granito il 21/09/2011 22:01
    La storia del mondo è piena di orrori, la coscienza dell'umanità è marchiata da colpe crudeli, e la sua colpa più grande è dimenticare, poesie come le tue risvegliano le coscienze, rinfrescano gravi colpe. brava
  • loretta margherita citarei il 21/09/2011 21:36
    orribile periodo della storia, mai più debbono accadere simili cose
  • Anonimo il 21/09/2011 21:20
    E manca una 'c' tra la 's' e la 'h'...
  • Anonimo il 21/09/2011 21:19
    Un vero e proprio mattatoio. Aborrei quella 's' nel titolo; una svista, ovvio.
  • Ada Piras il 21/09/2011 21:12
    Purtroppo tragicamente vera... fa orrore.
  • Anonimo il 21/09/2011 20:34
    Molto forte e impegnativa, brava

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