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L'acqua che volle farsi mare

Dall'oscura caverna io venni
io goccia, io acqua

conobbi la corrente
e nella corrente altra acqua

conobbi la siccità
e la paura di evaporare

conobbi la tempesta
e la paura di perdermi

conobbi la palude
e la paura di stagnare

conobbi me stessa
ero acqua

conobbi di più di me
ero la mia volontà

conobbi il limite oscuro dei miei confini
accettai ciò che ero

conobbi che tutto
mi era possibile
riflettendo il mondo trovavo me stessa
riflettendo me stessa cambiavo il mondo

ero acqua e volli farmi mare

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • salvatore maurici il 02/02/2012 15:18
    L'uso della metafora in poesia è tutto! senza colpo d'ala che cosa ne rimane? Solo dolce descrizione (quando va bene)di un'emozione, un paesaggio ma privo del piano mitico in cui la poesia, quella vera, trascina il lettore e lo rende partecipe del sogno del poeta.
    L'Acqua che volle farsi mare, di Alfonso è la stupenda storia di tutti coloro che abbandonando il nido materno si avviano verso la strada della conoscenza con la curiosità che solo rende il cammino verso la maturità ricco di buoni frutti.

4 commenti:

  • Anonimo il 16/05/2012 23:23
    l'acqua, lava, senza cancellare...
  • Anonimo il 12/11/2011 13:50
    Bellissima metafora su cui riflettere. Scritta bene e profonda. Bravissimo!
  • Anonimo il 12/10/2011 16:10
    metafora meravigliosa ben esposta... complimenti per la tua abile penna...
  • Anonimo il 28/09/2011 23:37
    La tua poesia è semplicemente bellissima... in tutti i sensi.
    Complimenti!

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